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CASA DI GUERRA

CASA DI GUERRA

Tratto dal romanzo di Isabella Bossi Fedrigotti  vincitore premio Campiello e finalista premio Strega 1983. 

 

adattamento e regia di Maura Pettorruso

con Elisa Salvini, Emanuele Cerra e Stefano Pietro detassis

musiche dal vivo di Lorenzo Zanghielli

foto di scena Marco Leonardo Pieropan

 

Realizzato grazie al contributo di Fondazione Caritro, Pat - Provincia Autonoma di Trento, Mic - Ministero della Cultura, ANPI sezione Rovereto.

Si ringrazia la famiglia Conti Bossi Fedrigotti per il sostegno al progetto.

Una vecchia fotografia consumata dà il via a questo racconto caleidoscopico e misterioso. Ciò che accomuna le persone raffigurate nella fotografia è la casa che, alle loro spalle, in parte s'intravede, quinta teatrale fissa del palcoscenico sul quale si avvicenderanno i personaggi che per un giorno, per settimane o per anni la frequentarono o l'abitarono. Lo sfondo è il Trentino, crogiolo e punto d'incontro di genti, culture e tradizioni dissimili, su cui getta la sua luce cruda l'ultimo conflitto mondiale. Uno dopo l'altro gli ospiti della casa prendono voce e colore, animandosi sullo scenario così allestito, ed evocano le proprie storie personali.

La governante, la cuoca, il padrone di casa, il nazista, la vicina di casa, sono loro le voci narranti di una vicenda - quella del fascismo - che si interseca con le piccole storie quotidiane che tentano di vivere e sopravvivere senza essere sopraffatte dagli eventi.

Lo spettacolo è un puzzle ad incastro. A ogni personaggio è assegnato il compito di portare il suo pezzo di visione, di completare l’affresco, fino all’ultima pennellata che incornicia il quadro.

Sono visioni laterali, incomplete, personali, sbirciate da una porta socchiusa, rubate ai rumori della notte. Frammenti di verità contraddittori e evanescenti.

Casa di guerra è uno spettacolo che attraverso un racconto storico ci pone davanti al prisma del vero, dando spazio a una percezione che diventa sfumata e fumosa a seconda del punto di vista di chi la racconta.

Dove anche la più elementare delle distinzioni, quella tra buoni e cattivi, diventa una trappola, una ragnatela dentro la quale le vicende umane si scuotono come mosche intrappolate nella tela della Storia.

 

Lo spettacolo nasce proprio nella tenuta della famiglia Bossi Fedrigotti a S. Antonio di Pomarolo (Rovereto).

La casa che fa da sfondo al romanzo diventa scenografia viva della performance, gli attori e le attrici tornano ad abitarla, svelando al pubblico la ricchezza di storia e di suggestioni che ancora si percepiscono in questo luogo che ha attraversato il tempo conservando tutto il fascino del passato.

L’allestimento è adattabile a qualsiasi forma di predisposizione anche “site specific” nei luoghi dedicati alla memoria. 

 

Debutto il 26 aprile 2025 nella tenuta Bossi Fedrigotti di Sant’Antonio, Pomarolo, 38060 (TN).

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